September42011

La Mostra del Cinema, il mio giro di boa

Veneziana per 23 anni. Veneziana per sempre. Quella Venezia conosciuta solo da veneziani, senza pizzi e merletti, con tanti calli e pisciate di gatto. Veneziana trapiantata a Padova per lavoro. Malinconica nei confronti di una città unica. Veneziana che ha studiato a Venezia, in Giudecca, l’isola delle foche. Veneziana che soffre di mal di male. Il vaporetto alle 8 di mattina,  el caigo, ea Palanca. Veneziana che torna a Venezia per vederla con gli occhi del turista, non riuscendoci. Sempre meno vado a Venezia, ma c’è un appuntamento che non riesco a mancare. La mostra del Cinema. Veneziana laureata in cinematografia, quella laurea fuffa che mi piace raccontare come una passione fine a se stessa, un piccolo regalo, il mio tesssoro. La mostra come giro di boa della mia vita. Un po’ come il Capodanno. Sedersi in mezzo ai lustrini, alle videocamere, alla confusione degli accreditati e dei curiosi. Fermarsi solo un minuto e ricordare le mostre passate. Le stesse incredibili mostre che ho vissuto da fuori e da dentro, con persone sempre diverse, a ricordarmi l’altalena che è la vita, l’altalena che sono io. Quest’anno Venezia da sola. Niente corse dal lavoro al vaporetto, niente lettere aperte a Muller a protestare di questo e quello, niente giri confusi alla ricerca di David Lynch, niente cartelloni in mezzo alla folla, niente file, niente prime visioni in compagnia di Miike e Tarantino, niente red carpet con Woody Allen, Salma Hayek o Robert Rodriguez. E’ una mostra diversa quest’anno. Mi aiuta a concentrarmi sul giro di boa, sul punto in cui sono arrivata. E’ un Lido che piange oggi, un libro afoso e umido. Rivedo negli occhi degli altri l’entusiasmo della mia adolescenza. Mi piace. Mi aiuta a ricordare quello che sono stata e quello che vorrei essere. Mi riavvicina alle mie passioni, ai miei ideali, all’adrenalina della novità. Oggi Venezia piange, ma spazza via. Le do una mano, osservando i grandi leoni della mostra, sperando di tornare a fissarli, a breve, con un nuovo sorriso. Oggi ringrazio Venezia per essermi stata vicino. Magari da domani ci proverò da sola.

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