La vita è come un videogioco, senza la chiave blu non te ne fai nulla.
La vita è come un videogioco, senza la chiave blu non te ne fai nulla.
Quando invece, durante il percorso, spunta un caro amico, ti racconta una breve storia e ti consegna così la chiave, le cose cambiano radicalmente. Ora hai il problema e il mezzo per risolvere il problema. Sai che avrai ancora molti livelli da fare, e che ci vorrà del tempo. Inciamperai, morirai, ricomincerai da capo, ma ogni volta salverai un piccolo pezzo in più. Magari durante il tragitto troverai anche qualche coscia di pollo o un kit per il pronto soccorso, che ti motiveranno ulteriormente. Finchè, un giorno, arriverai davanti al grosso portone impolverato, pochi colpi in canna, la chiave ben salda tra le dita. Ed aprirai quella serratura, ritrovandoti davanti a una gigantesca stanza, piena mondi collezionati minuziosamente negli anni. Tutta roba di un certo livello. Viaggi, sguardi, frasi, balli, canti, fotografie, sorrisi, sesso, case, libri, film, nomi, soprannomi, amici, carte, pupazzi, rose, alberghi, numeri, docce, autostrade, capodanni, canzoni, ristoranti, pistole d’acqua.
Guarderai tutto questo nella penombra. Fisserai i mondi uno ad uno, e li riconoscerai. Quei piccoli mondi che per tutto il tragitto e per i mesi precedenti al viaggio, ti hanno torturato e logorato, lanciati in mezzo agli occhi come pallottole impazzite. Ma custoditi, in modo maniacale e curato, sopra scaffali di vetro crepato. Ora impolverati, pesanti. Immobili come macigni.
E a quel punto aprirai la bocca, e come un vero e proprio stregone, alzerai il bastone al cielo e reciterai le frasi magiche. Le frasi di volontà assoluta, pimpate da un paio di skill che hai accumulato durante i livelli. Saranno parole d’amore, le tue. Parole di accettazione. Riconoscerai quei mondi passati per quelli che sono. Darai a loro il giusto collocamento nello spazio e nel tempo. Realizzerai la necessità di trovar loro nuova dimora, lontano dagli spazi vitali, dagli spazi di manovra. Li accarezzerai sussurrando loro che è tempo di far ordine, di vivere il momento, di abbandonare l’ossessione, di praticare autanasia.
Non è potente la tua magia, ma è costante. Prenderai in mano i mondi, uno ad uno, li rivivrai, li accetterai come passati e li assorbirai. Ti renderai conto che alcuni saranno anche replicabili, permettendoti così di vivere molte altre avventure. Di andare avanti. Conservando dentro di te soltanto la gioia, spazzando via la coltre di marciume creatasi. E respirerai di nuovo, dentro quella stanza. E quando uscirai, vedrai un mondo diverso. Avrai un bagaglio di sorrisi diverso, sarai pronta a nuove battaglie, magari avrai pure livellato.
Di chiave blu non ce n’è una. Ma non è impossibile trovarle. La vita è come un videogioco. Puoi essere chi vuoi, anche qualcuno di fico.