Incipit: Industrial Symphony No.2
Porto avanti (mentalmente) questo progetto da anni. Una passione che nasce inconsciamente ma che si sviluppa con studi e foto sul campo. L’oggetto in questione è il paesaggio industriale, quello diroccato, quello che ridefinisce il concetto di non-luogo.
Scorrendo tra le mie foto nel corso degli anni, ho notato una propensione verso la bellezza compositiva del paesaggio funzionale, e la sua contrapposizione col paesaggio confuso degli ambienti diroccati, delle cataste di rifiuti. L’estetica compositiva non voluta, la sensazione dell’inumano, del non-ospitale, del non-vivo.
Un tipo di paesaggio che pulsa di storia, una storia non vissuta appieno, un antico sporco, involgarito dall’uso delle strutture, accatastate, distorte, abbandonate.
La primissima sezione del progetto è stata editata. Ecco i primi scatti del progetto Industrial Symphony No.2.
Un omaggio non solo alla mia passione, ma anche a uno degli artisti che stimo di più al mondo, David Lynch.






